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Editoriale

Un ‘orgasmo elettrico’. Se le note pre-sfilata lo affermano chiaramente, i look in passerella lo confermano: Christopher Kane è passato dalla sensualità alla sessualità, dall’anatomia dei fiori a quella umana. Dopo i primi look, menswear rigoroso ma con colletto e revers rossi, ecco pezzi semplici, in velluto, con sagome femminili (nude) applicate a contrasto, seguiti da altri abiti in chiffon trasparente attraversati, a spirale, da stampe serpente, motivo ricorrente legato all’idea di peccato originale. Dettagli e capi molto ladylike, come gonne a pieghe, bluse sottili, colli alti, ruche concorrono a creare l’immagine di una donna algida ma passionale, fuori ghiaccio dentro fuoco, che quando si avvicina il tramonto osa con corpetti fetish e trasparenze più audaci, fino ad arrivare a lascive mise in velluto cangiante e long-dress anni ’20 realizzati con ‘amplessi di pizzo’.