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Editoriale

In un immaginario paesaggio di montagna innevato, con tanto di graziosa locanda alpina, la Chanel Gardenia, va in scena l’addio a Karl Lagerfeld, con la sua voce fuori campo che apre la passerella dopo un minuto di silenzio. Poi escono le ragazze Chanel, calpestano la neve finta, mani in tasca e sguardo triste, consapevoli delle proprie “responsabilità cerimoniali”, indossando non gonne, come da tradizione a ogni apertura di sfilata della Maison ma pantaloni, ampi, a vita alta, con le pince, abbinati a giacche a tono e/o a lunghi coat mono e doppiopetto, in tweed naturalmente, e cappelli a tesa larga. E quando appaiono le gonne, sono midi oppure poco sopra il ginocchio, con orli frangiati, portate sopra leggings poco più lunghi e anch’essi in tweed con piccole frange a decorare i bordi. I pull e gli abiti in maglia hanno fantasie nordiche, i piumini sono colorati, mentre il finale è in bianco totale, che trasforma le modelle in tante regine delle nevi che piangono il loro ‘Kaiser’.