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Editoriale

Filosofo della materia, pensatore artigianale, Chalayan compone una collezione che riflette sul tema della felicità, attraversando le culture, viaggiando da Oriente a Occidente, rievocando eventi storici del mondo. Le idee più astratte trovano il giusto profilo nella sartoria decostruita. Le giacche dal taglio maschile vengono spostate sul corpo, simulano un tentativo di rapimento, citano la vicenda del Ratto delle Sabine. Hanno risvolti improvvisi, revers che si aprono e lasciano scoperte le spalle. Vengono attraversate da cordoni e cinghie, nodi, ad arricciare il tessuto, a creare pieghe nuove, per impedire che volino via. I tessuti sartoriali si fondono a drappi fluidi, come pepli inaspettati. Check e gessato lasciano spazio a stampe, rigature, grafiche. I trench scivolano fino alle caviglie, sono schemi essenziali, reticolati di tessuti. Suit e tailleur sono trapuntati, sagomati nelle maniche. Per una filosofia dei bianchi, dei neri, di tutte le gradazioni dei grigi.