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Editoriale

Tanti stilisti, in questa tornata di sfilate, hanno parlato di ottimismo, di non adeguamento al tempo che stiamo vivendo, così oscuro ed incerto. Phoebe Philo è una di loro; fa disporre lunghe panche di legno coperte di piumini colorati per dare comfort al proprio pubblico e guarda indietro, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, epoca pre-AIDS, ancora piena di fermento e di fiducia nel futuro. Da lì e dalle pubblicità di quegli anni, raffiguranti donne volitive e sicure di sé, Philo trae ispirazione per i suoi completi sartoriali oversize dalle maxi-spalle, con pantaloni ampi, a vita alta, extralong, gonne a pieghe asimmetriche, coat e trench che si gonfiano sul fondo come fossero paracadute, da cui fuoriescono le lunghe frange in suede degli abiti. Piccole, a mano od oversize a fazzoletto le borse in pelle, varia la scelta delle calzature, con dei boot decorati da maxi-gioielli spaiati sulle punte.