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Editoriale

Chi si aspettava, anche per questa tornata di sfilate, una collezione Celine à la Hedi Slimane, ha dovuto ricredersi, perché lo spettacolo che è andato in scena è stato una rivisitazione dei classici del marchio com’era in origine, tra gli anni ’70 e gli ’80, prima che arrivasse a dirigerlo Michael Kors. Protagonista la donna borghese ghiaccio fuori e fuoco dentro, una ‘Belle de jour’ trasgressiva e indomita che infila le lunghe gambe in stivaloni che possono arrivare fino alle cosce passando con nonchalance da blazer e cappotti sartoriali a giacche in pelle, shearling, anche smanicati, e pellicce selvagge. Banditi i mini-dress, sceglie gonne a pieghe al ginocchio e gonne-pantalone abbinate a maglioncini girocollo e bluse con fiocco oppure jeans fascianti a vita alta, mentre gli abiti sono castigati, accollati, con cintura in vita. Occhiali aviator, foulard annodati al collo e a volte cappelli a tesa larga contribuiscono al mistero di questa ragazza francese e borghese uscita direttamente dagli anni ’70.