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Editoriale

Una collezione in négligé quella di Francisco Costa per Calvin Klein, che richiama la storica sfilata dei primi anni ’90 diventata poi una delle icone del marchio. Di fluidi abiti sottoveste se ne sono visti tanti sulle passerelle newyorchesi ma se c’è un designer che ha pieno diritto di mandare in passerella completi pigiama e mise satinate è proprio colui che tiene le redini del marchio da più di una decade e ne rispetta i codici stilistici. Dalle prime uscite, lunghi e languidi slip dress con spalline-bretella, che si arricchiscono poi di fantasie floreali orientali, ai completi con pantalone oversize alle giacche-vestaglia è chiara l’allure da boudoir, che vira però verso una “decostruzione grunge” che allunga le maniche di coat e giacche e ‘sbrindella’ corpetti, top e gonne creando incroci e stringhe volanti che danzano intorno al corpo.