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Editoriale

Burberry non rivoluziona solo il mercato vendendo la collezione a fine sfilata ma anche la sua storia. Christopher Bailey, che si è ispirato allo scultore Henry Moore, prende i classici del marchio e li stravolge portando una ventata di novità. Bailey smonta e rimonta soprattutto il trench, la camicia e i maglioncini. Le dimensioni sono sfalsate come nelle cappe corte dalle maniche enormi o nelle enormi ruche che arricchiscono gli abiti. Le camicie oversize sono abiti in cui nascondersi e si indossano anche con una classica felpa grigia arricchita di stampe o decori. C’è sempre un’asimmetria, anche se impercettibile: basta osservare l’abbottonatura del blazer o i baveri dei soprabiti. Il bianco domina e splende sul pizzo e sulle trecce dei maglioncini, le righe sono di foggia varia, l’indaco è il colore della stagione mentre le stampe vengono da Moore. Molte le sorprese: ogni capo, infatti, regala sempre un altro punto di vista.