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Editoriale

Una parata di capospalla di vari stili, lunghezze e colori; ecco cos’è la sfilata di Burberry ovvero non un tema comune ma un’eterogeneità che è insieme ricerca d’archivio e tributo alle origini di un marchio nato in epoca vittoriana, quindi denso di storia e di generi che si sono susseguiti nel tempo. Apre un lungo coat doppiopetto a quadri rosso-neri, poi una serie di giacche da cadetto con bottoni dorati, montgomery, trench, giacche tecniche, piumini oversize, bomber, blazer e diversi sopra della tuta, di quelli con cerniera, collo a imbuto e bande laterali che andavano negli anni ’70, trait d’union con i sotto, simil track pants sia morbidi che sottili, portati con sneakers nere dall’intersuola colorata.