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Editoriale

Un tratto di matita unico, che parte dalle spalle e disegna la silhouette. È lo stesso Tomas Maier a descrivere l’ispirazione della collezione. Sono proprio le spalle il punto in cui il designer si sbizzarisce di più: crea maniche a sbuffo, stonda i volumi o, al contrario, le piega a 90 gradi. Le forme dei vestiti ricordano gli anni’ 40 e si fanno portatrici di una discreta eleganza borghese dai colori sorbetto o dalle tinte più terrene. Questa donna predilige le lunghezze fino al ginocchio, dell’abito o della gonna con spacco, ma quando indossa i pantaloni li sceglie da cavallerizza oppure dritti e non troppo aderenti. C’è tanto nero che rende tutto più sofisticato compresi i cappotti doppiopetto stretti in vita ma sfilano in contrasto colori pieni sui toni del rosso e del giallo che raccontano il sole d’autunno attraverso mantelle e cappotti più morbidi. La sera è scintillante per abiti con cui si può solo solcare un red carpet.