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Editoriale

Ci sono dei modelli matematici, i cosiddetti universi giocattolo, capaci di generare figure geometriche che si differenziano all’infinito, senza mai riprodurre la stessa configurazione. Bottega Veneta genera ordine, regolarità, risucchiando ogni possibile passata mollezza e ripensa in termini di complementarietà la relazione tra struttura e disordine a partire dalla manipolazione dei pois e della luce. Il pois non si accalca disordinato; nei pantaloni e nei completi, nelle camicie e nei gilet di maglia con fili lurex, viene schierato preciso, come un’armata composta. Questi cerchietti alla Tauba Auerbach, con consistenza gommosa, allestiscono effetti visivi complessi, in particolare nei capi dall’interno contrastante, come nella tunica con sfondo piega che rivela del giallo in mezzo all’azzurro. Meno concrete ma sempre suprematiste, le sculture di luce che graffiano cappe, soprabiti affiancati con zip, maglioni con ombre e fasci di colori.