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Editoriale

DONNA

In un momento in cui la settimana della moda di New York vive una forte crisi d’identità, con designer che salpano verso Parigi e altri che optano per presentazioni presso atelier e studi piuttosto che in passerella, Tomas Maier per Bottega Veneta sbarca da Milano e celebra proprio lo spirito della Grande Mela e dei suoi abitanti, audace e coraggioso. La sua collezione è un omaggio alla città e al suo skyline con motivi decorativi non stampati ma ricamati a mano, come sugli abiti in lana multicolor che riprendono le griglie degli ascensori di certi palazzi della città. Ci sono poi pigiama fluidi di seta portati con lunghi coat-vestaglia, long dress in velluto di seta, con e senza maniche, tailleur maschili in tonalità brillanti e ancora abiti su cui spiccano intarsi e applicazioni che esaltano le lavorazioni artigianali e i tessuti preziosi.

UOMO

L’esodo di stilisti da New York verso Parigi non spaventa Tomas Maier che sbarca nella Grande Mela in concomitanza con l’inaugurazione in Madison Avenue della più grande boutique al mondo di Bottega Veneta. Tenutasi all’interno dell’American Stock Exchange, in cui è ricostruito un salone iper-raffinato che mette insieme mobili vintage di Giò Ponti, una scultura di John Chamberlain e pezzi d’arredo del marchio stesso, la sfilata propone un uomo che passa con nonchalance da un abbigliamento casual, fatto di giacche e coat con stampe animalier portate su maglie girocollo a tinta unita o in fantasie geometriche che richiamano l’architettura newyorkese, a completi classici con camicie dalle stesse fantasie animalier. Tocchi sportswear vengono dai track pants deluxe con bande laterali abbinati a giacche in denim trattato o in pelle lucida con collo in pelliccia.