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Editoriale

Un approccio “curatissimo” quello di Ingo Wilts per Boss, che dice di essersi ispirato ai galleristi d’arte e ai newyorchesi che frequentano i loro spazi, vestiti bene sì, ma rilassati. Ritorna quindi l’idea di comodità che, se nella stagione scorsa Wilts aveva tradotto con tessuti leggerissimi, impalpabili, qui, per l’inverno, interpreta con forme ampie, a bozzolo, e tessuti corposi ma insieme fluidi. Ci sono i cappotti extralong con ampi revers portati su dolcevita e maglioni a collo alto ma morbido, completi maschili con giacche lunghe dalle spalle voluminose e pantaloni svasati, long dress, anche questi con il collo alto, in lana scultorea o caratterizzati da drappeggi asimmetrici, gonne a portafoglio indossate con cuissard di pelle che spariscono oltre l’orlo. La palette si mantiene classica, con un predominio di cammello ma con sorprendenti guizzi di rosa acceso.