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Editoriale

Venti di guerra spirano anche sulla passerella di Balmain ma Olivier Rousteing è fiero del proprio esercito e lo difende affermando che “la moda a volte è aggressiva…le critiche cattive ti uccidono.” Ecco allora schierati i soldati Balmain-Rousteing con le loro divise da sexy ussari, pantaloni skinny o con il cavallo basso infilati dentro stivali in pelle nera, giacche cropped da cadetto con bottoni e/o file di alamari dorati, fasce tipo obi chiuse da lacci pendenti e nappine finali, maglie con stemmi e ornamenti metallici, guanti lunghi in pelle nera. Abbonda il velluto come abbondano decorazioni, fantasie check nei toni del rosso e del nero, trapuntature, dorature e motivi Fabergé in un incontro scontro tra epoche, ‘700 e ‘800 soprattutto, guerrafondaie ma tanto tanto aristocratiche.