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Editoriale

L’atmosfera fumosa di un club newyorkese degli anni ’70 è lo sfondo su cui si muove la collezione di Bally. È una donna dalla personalità decisa quella vestita dal marchio: i cappotti a scacchi hanno ampi revers e ricordano quelli indossati dalle prime femministe così come il soprabito ¾ di pelle maculato. Il check va per la maggiore per i pantaloni, il completo doppiopetto con cintura che strizza la vita e il pantalone leggermente svasato. Anche la camicia vuole la sua parte: bianca o colorata ha il fiocco al collo oppure il collettino vittoriano o ancora le ruche nell’abbottonatura. La collezione si alimenta di tinte dalla forte personalità come il verde smeraldo, il viola, il fucsia, il giallo e il blu, che trovano vigore nel raso-seta, nel velluto e nel laminato. Le fantasie sono ispirate al mondo del poker ma anche il motivo animalier è molto presente specialmente su gonne a pannelli dai grandi spacchi.