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Editoriale

Tutto parte da un incontro antico, quello di Antonio Marras e il regista sovietico di origine armena Sergej Paradzanov. Da una folgorazione nel 2007 a Parigi ad una mostra dell’artista arriva la collezione dello stilista di Alghero che porta in passerella quelle atmosfere, dopo averle sedimentate recandole con sé nella sua Sardegna. Gli abiti ricchissimi, nei decori e nei toni dell’oro, dell’écru e dei verdi guardano al passato. Le signorine liberty subiscono l’influenza dell’ispirazione caucasica ma il risultato è estremamente contemporaneo. Tutto è eccessivo: le sovrapposizioni, i broccati, i pizzi, i drappeggi, le lunghezze. Marras gioca con questa abbondanza e crea decorazioni che ritroviamo in tutti i tessuti della collezione. Ogni elemento è orchestrato con grande armonia. Fino all’esplosione di bianco quando il finale di sfilata è invaso da camicie tutte pizzi, ricami e sangallo. Perché l’eccesso, secondo lo stilista, è la ricetta contro la banalità.