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Editoriale

Poetico, nostalgico. Antonio Marras si lascia ispirare dalla storia di Flaminio, padre di Amedeo Modigliani, ingegnere livornese, con interessi minerari in Sardegna. Sull’isola si trasferisce con il figlio per qualche anno, vivendo con i minatori, innamorandosi del luogo. La collezione celebra la domenica, il giorno sacro della settimana, quando i lavoratori si spogliano della fatica quotidiana e indossano l’abito buono. Il défilé intona un’eleganza umile, povera, semplice: i tessuti sono rabberciati, gli abiti rammendati, rattoppati. Pizzi, broccati, rasi e ricami vengono amalgamati in apparente disordine e disarmonia. Sui collant fa capolino un volto femminile, disegnato da Marras, ispirato a Medea, ragazza sarda che il giovane Amedeo Modigliani aveva conosciuto, amato e ritratto. I vestiti e i parka raccontano un’eleganza rétro. Sui poetici capi in maglieria ondeggiano intarsi di malinconici visi, rose e ramage, boccioli argentati, cristalli, perle minute.