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Editoriale

Antonio Marras sceglie il racconto. Dipinge di rosso ceralacca e antracite il clima emotivo di una nuova stagione. Segue il suo personale alfabeto, propone un viaggio immaginario, una storia di migrazione. Romantiche protagoniste sfilano con abiti fioriti, di velluto dévoré, con strati di tulle e pizzo, con drappeggi e baveri candidi. Portano in passerella l’eco di una femminilità pregna di speranza. Indossano abiti di memorie, i cui tessuti più austeri si illuminano di bagliori rosso fuoco ed elementi maschili trasmigrano nei capi più femminili. Il Galles si impreziosisce di ricami. La maglieria, rubata al guardaroba degli avi, si ravviva di pizzi intarsiati. La realizzazione del sogno americano si esprime nelle felpe con la contaminazione di lettere stile collegiale. È l’allegoria del viaggio che veste creature eteree, nei loro abiti sognanti, con grappoli di ricami luminescenti. È un affresco dalle nuance dell’inchiostro, del grigio caligine, di cielo e fumo.