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Editoriale

Una visita alla Fondazione Louis Vuitton costruita da Frank Gehry ed ecco l’ispirazione per il nuovo inverno di Antonio Berardi, rimasto affascinato sia dalle curve architettoniche della struttura che dal modo in cui gli alberi intorno si riflettono nei vetri dell’edificio. Dev’essere stato un piacere ideare una collezione così scultorea per un designer che ama da sempre tagli netti e geometrici e che li enfatizza con effetti satinati e colori vividi (qui giallo, fucsia, blu elettrico). Gli abiti si presentano come delle vere e proprie sculture costruite tramite ruche, drappeggi e incastri che sembrano origami (e spira un certo afflato d’Oriente), con le gonne spesso movimentate da pieghe in sbieco e/o da orli asimmetrici, mentre i top sono semplici, a manica lunga e/o collo alto oppure più sagomati, con baschina. Questa sensualità scultorea è enfatizzata da ricche fantasie floreali, effetti sparkling dati da glitter e pailllette e linee accostate che segnano il corpo.