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Editoriale

Una collezione “molto serena, sulla bellezza dei materiali che sono vicini alla natura come lino, cotone e tela; cose non perfette, che appaiono stropicciate.” Le curve delle donne di Altuzarra sono questa volta accarezzate da tessuti spiegazzati, che si aprono su scolli e spacchi ma non in maniera netta e precisa, bensì volutamente stropicciata e per questo ancora più sensuale. Si palesa così una femminilità più calda e rilassata, che viene dalle origini iberiche del designer: le espadrillas a tacco alto, gli abiti con una spallina che scende un po’ di lato in parte sbottonati a lasciare intravvedere intimo e gambe, alcuni percorsi da intrecci di iuta, altri plissettati a richiamare un folklore da cui prende contemporaneamente le distanza. E poi stampe tie dye dipinte a mano e ricami di micro perline sugli eleganti tubini del finale.