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Editoriale

Ancestralità e rituali tornano sempre nel lavoro di Sarah Burton per Alexander McQueen, che stavolta si concentra sulle pietre miliari femminili ovvero nascita, battesimo, matrimonio, funerale e sopra tutto la sorellanza e il non doversi mostrare forte a tutti i costi, nascondendo le proprie fragilità. In questo senso il primo look è significativo: un abito avorio asimmetrico in maglina di pizzo con maniche a sbuffo, sovrapposto da una specie di grembiule da fabbro in pelle, cioè forza e tenerezza insieme. La Burton ha poi portato, come d’abitudine, il proprio team tra gli antichi monumenti del Somerset e di altre regioni del sud-ovest inglese per vedere e sentire e poi tradurre tutto in abiti e dettagli, come fiori dipinti, stampati o jacquard, veri protagonisti su abiti drappeggiati o con busto-corazza, crinolina e cintura in vita o in total look su completi pantalone. È invece ispirata agli antichi abiti da battesimo la blusa accollata in sangallo portata con un tailleur bianco, che ha una lunga balza asimmetrica che scende quasi fino a terra.