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Editoriale

“L’unico vantaggio dell’estate britannica 2017 incredibilmente piovosa è che è stata buona per i giardini e per la collezione di Sarah Burton per Alexander McQueen.” L’osservazione della giornalista di Vogue America Sarah Mower introduce bene l’ultima fatica della designer, appunto ispiratasi ai giardini inglesi dopo una gita alla Great Dixter House & Gardens, dimora del ‘500 che custodisce un importante patrimonio floreale. “Il potere curativo della natura” si esprime in una collezione poetica, fatta di slip dress in varie tonalità di rosa, guarniti di volant e inserti trasparenti, a volte abbinati a trench destrutturati e/o patchwork, che contrastano con i look in pelle borchiata, comunque romantici nella loro ribellione. Ci sono anche completi sartoriali pied-de-poule con spalle solide ma i veri protagonisti restano gli abiti che sono nuvole di organza, tulle e chiffon percorse da pergole di ricami floreali, portati con boot multi-fibbia che insieme ai gioielli danno un tocco punk.