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Editoriale

Oscar Wilde diceva che “la moda è una forma di bruttezza così intollerabile che dobbiamo cambiarla ogni sei mesi” ma forse questa collezione di Alexander McQueen sarebbe stata di suo gusto, così intrisa di dandismo e di poetica decadenza, complici forse le atmosfere che sembrano venire da un’altra epoca come i modelli stessi e i loro abiti che segnano una silhouette sottile e verticale. Prevalentemente sartoriale e strutturata, la collezione è composta da lunghi cappotti doppiopetto finemente ricamati e completi formali, anche con blazer a ¾, portati con camicie immacolate su cui spiccano spille e catenine d’argento, mentre s’inseriscono pezzi che richiamano le divise militari d’antan e completi pigiama con chiusura ad alamari o fusciacca in vita. Oltre ai classici bianco e nero, in evidenza rosso, bordeaux, blu, giallo, motivi Paisley e piume di pavone.