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Editoriale

Per ispirare e preparare le collezioni per Alexander McQueen, Sarah Burton ha l’abitudine di portare il suo team creativo in gite fuori porta che stavolta hanno toccato le località intorno a Manchester, dove lei stessa è cresciuta e dove si producono ancora i tessuti usati per gli abiti da uomo, sia nel Regno Unito sia all’estero. Burton porta quindi in passerella una collezione che mostra prodotti, tradizioni e cultura britannici, con riferimenti che vanno dalle suffragette al punk e alla new wave, senza dimenticare l’incanto floreale della rosa inglese. La sfilata non può quindi che aprirsi con la sartoria, realizzata con quella lana nostrana esportata in tutto il mondo, una sartoria strutturata e severa ma caratterizzata da asimmetrie, pieghe, volant e drappeggi che la addolciscono, come, al contrario, catene, cinte e choker in pelle e metallo induriscono gli abiti floreali e in pizzo. E in un momento in cui si parla tanto di riciclo, ecco alcuni look, tra cui un cappotto in Principe di Galles, con la parte inferiore realizzata con scarti recuperati dal pavimento della sala taglio.