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Editoriale

Un bianco abbagliante per rendere omaggio ad un grande fotografo dell’Africa nera. Alberto Zambelli per la collezione si è ispirato a Seydou Keïta che ha raccontato il Mali con i suoi scatti dal 1943 al 1963. Un bel salto temporale che si traduce in abiti compositi dalle linee rigorose dove si tocca con mano la perizia della fattura, delle cuciture, delle sovrapposizioni, dei tagli e dei ricami. Nelle trasparenze la seduzione cede il passo al gioco intellettuale ed artistico di Zambelli. Il nero nella maggior parte dei casi serve a disegnare soprattutto nelle stampe tribali che decorano i capi. Tra gli altri colori, l’argento serve a rendere ancora più luminoso il bianco poi c’è la delicatezza dell’ortensia, il rosa che esplode nel velluto del fiocco al collo e nel nastro usato come cintura, il giallo crema dei completi ampi e delle maxi t-shirt. I cristalli donano luce all’organza ma ciò che rende davvero tutto più prezioso sono i ricami e le applicazioni.