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Editoriale

Quale collegamento può esserci tra i cumuli di compost che circondano la passerella di 3.1 Phillip Lim e i capi che vi sfilano sopra? Per il designer il compost, che altro non è se non sporcizia, rappresenta in qualche modo una rinascita simbolica per i 10 anni di vita del marchio. E il compost non è in fondo un ‘impasto’ di materiali, di cose vecchie che poi risorgono a nuova vita? L’intricata metafora si traduce in un mix & match che fonde un côté maschile con capi sportivi come top a fascia, canotte, bomber con coulisse e pezzi e dettagli romantici come applicazioni e motivi floreali, completini satinati con micro-shorts a vita alta arricciata, tunichette jacquard e abiti fluidi con spacchi e/o orli asimmetrici. Il tutto portato con fasce a mini-veletta sui capelli che ben esprimono lo spirito tecnico-romantico della collezione.