SHOWDETAILS
PARIS+LONDON #24

COLLEZIONI DONNA – PRIMAVERA/ESTATE 2018

I particolari delle sfilate di Parigi e Londra nel massimo formato esistente

PARIS

Che aria tira sulle ultime passerelle parigine? La risposta indiretta la danno due stilisti, Dries Van Noten e Julien Dossena, direttore creativo di Paco Rabanne; il primo sostenendo che bisogna godersela, malgrado o forse proprio per i tempi bui che il mondo sta vivendo, il secondo affermando che non è mai uscito tanto la sera come dopo gli attentati di Parigi e non per fuggire dalla realtà ma per resisterle. In generale, è probabile che sia proprio il diffuso sentimento d’instabilità e di cupezza del momento a portare alla ricerca di evasione. Che meraviglia! L’ottimismo è quindi diventato un trend e i designer lo registrano dovutamente; anche perché, se è vero che la moda instilla nelle persone desideri che non sanno di avere, allora è solo un bene che infonda un po’ di speranza in un futuro che appare più incerto che mai. Non solo, offrire a qualcuno ciò che non sa di volere per poi farglielo desiderare è un potere enorme, gli stilisti hanno in questo senso grande responsabilità. Perciò, se i messaggi che passano attraverso i trend sono positivi, non c’è che da avvallarli, come quello dell’amore verso la natura e del suo potere curativo e ispirante che Parigi (ri)scopre, poiché quest’ultima rappresenta forse, con il suo rinnovarsi continuo, un antidoto all’insicurezza. L’Inno alla natura risuona potente nella fashion week parigina e viene tradotto con collezioni che sono tripudi di motivi floreali, di trasparenze e dettagli luminosi che richiamano la purezza dell’acqua, di balze, plissé, ruche e volant come petali che sbocciano o piante che si allungano verso il cielo. Dancefloor è un altro modo di celebrare la voglia di vivere ed esprimere se stessi attraverso look argentati da discoteca, orli ridotti, linee body-con, scolli, spacchi e riflessi metallici, non solo per le mise da sera ma 24/24. Un altro modo di tradurre l’ottimismo in passerella: The shining non è solo oro e argento ma anche fili di lurex inseriti tra le trame, paillette o glitter che ricoprono le superfici, l’utilizzo massiccio di materiali lucidi come PVC, vernice e vinile. Perché nell’universo dei desideri, un potente veicolo di emozioni è il colore e il materiale che riveste la superficie delle cose. 

MUST-HAVES:

Capi: trench, impermeabili, completi maschili, blazer, bluse da poeta, canotte, shorts (anche da ciclista), long dress fluidi, mini-abiti, minigonne, jeans, jumpsuit, maglieria, lingerie (a vista), stivali in stile texano, sneakers, sandali bassi a fibbia o infradito, tacchi a spillo, marsupi, maxi-gioielli, trucco grafico.

Materiali: PVC, denim, pizzo (soprattutto Sangallo), cotone, pelle, raso di seta, organza, chiffon, seta, maglia metallica, lurex.

Dettagli: elementi sportswear, forme couture, lavorazioni artigianali, destrutturazioni, asimmetrie, assemblaggi, velature, trasparenze, iridescenze, cut-out, tagli al laser, spalle over, maniche gonfie, scolli profondi, spacchi, reti, increspature, frange, nappine, lacci pendenti, volant, balze, ruche, bottoni, piume, paillette, glitter, applicazioni metalliche, cristalli, ricami preziosi, stampe floreali, grafismi, motivi paesaggistici o faunistici, righe, fantasie ‘foulard’, stampe ‘artsy’, animalier, pois, slogan, loghi.

Colori: bianco e nero (anche in coppia), avorio, sfumature di rosa, lilla, rosso, giallo, verde, argento, oro. 

INNO ALLA NATURA

I motivi floreali, a Parigi, si sono visti praticamente dappertutto, sotto forma di stampa, applicazione, ricamo; poche le collezioni che li hanno totalmente esclusi dai propri look. Poi ci sono quei designer che non si sono accontentati dei fiori ma hanno evocato giardini, cascate, foreste tropicali, forme organiche e persino frutti di mare, ovvero la natura nelle sue varie straordinarie manifestazioni.
Balze e volant decorano gli eterei abiti sottoveste come petali che si schiudono al tiepido sole primaverile, complici le sfumature rosate che compongono la palette della collezione di Alexander McQueen. Un inno alla poetica dei giardini inglesi, tradotta in pizzi e inserti trasparenti ricamati e in nuvole di organza, tulle e chiffon su cui spiccano rampicanti floreali che sembrano cosa viva.
L’elemento ispiratore chez Chanel è l’acqua che sgorga dalle Gole del Verdon, nel Sud della Francia, paesaggio spettacolare ricreato al Grand Palais, con le modelle che indossano cappelli, guanti e stivali di plastica per ripararsi dagli spruzzi. I tailleur in tweed sono proposti in varie tonalità di verde e di azzurro, movimentati da frange e inserti a contrasto e, a volte, sovrapposti da mantelline in plastica usata anche per gli accessori.
Dopo le cascate, ecco la foresta amazzonica di Elie Saab,un trionfo di vegetazione lussureggiante fatta di ricami, pizzi e tagli al laser su top, long dress e gonne fluide, mentre lunghe frange di seta sono il motivo conduttore di tutta la collezione. Flora ma anche fauna con stampe pitonate per giacche, foulard e abiti di varie lunghezze.
Sono le forme organiche le protagoniste della passerella di Junya Watanabe che utilizza le stampe d’archivio di Marimekko per decorare abiti dalle linee asimmetriche e irregolari, movimentati da pannelli e drappeggi. Frutta e verdura in bianco e nero con dettagli a contrasto ricorrono anche su casacche con maxi-collo e gonne ampie, oltre a pois, grafismi, righe e camouflage.
E Julie de Libran per Sonia Rykiel fa dell’ostrica il leitmotiv della propria collezione: la sua conchiglia appare reiterata come stampa sugli eleganti caftani di seta nel finale, le superfici satinate o paillettate richiamano invece le iridescenze della madreperla, mentre le lavorazioni della maglia, le applicazioni sugli abiti e gli accessori hanno la forma del suo tesoro più prezioso, la perla.

DANCEFLOOR

Il ritorno alla ‘disco fever’non è solo un trend ma è anche il simbolo del corteggiamento serrato che i designer rivolgono alle nuove generazioni, oltre al desiderio di svago, nonostante una Parigi blindata. Gli orli si accorciano, i tacchi si alzano, gli abiti irradiano bagliori metallici o scorrono fluidi sul corpo, con squarci che lasciano in vista pelle e lingerie.
Sono look perfetti per le notti d’estate passate a ballare sulla spiaggia, i mini-abiti, i top infilati nelle minigonne e negli shorts a vita alta e i costumi da bagno crochet che Isabel Marant regala alle giovanissime fan del marchio, ragazze che amano mostrare le gambe, non importa se in infradito.
Minimalismo e pulizia ma in chiave sexy per la donna Lanvin, pronta per una serata in un disco-club (s)vestita di top velati e scollati con vista sull’intimo, abbinati a gonne con maxi-spacco e mini-dress asimmetrici, fluidi e drappeggiati o accostati e iper-logati, portati, a volte, con doppia cintura incrociata. Tocchi di rosso, rosa e giada illuminano una palette dominata dal nero, e da cosa sennò?
Un poco più fluida e ariosa del solito la collezione di David Koma per Mugler,con bluse morbide e abiti di chiffon a balze e pieghe, caratterizzati però da trasparenze e scolli profondi con intimo a vista. Sexy ed assertive anche le altre proposte, in linea con lo stile del designer: corsetti in pelle nera, mini-dress con cut-out tenuti insieme da stringhe, mise da sera decorate da lucenti applicazioni metalliche.
Ed è interamente dedicata ai look da discoteca la collezione di Julien Dossena per Paco Rabanne che ricorre in abbondanza alla storica maglia metallica, stampandola di motivi Paisley su mini-abiti portati con stivali di varie lunghezze. Il Paisley è utilizzato anche in total look seconda pelle, mentre la maglia metallica è ancora protagonista nel finale, sotto forma di frange ballerine e tute da Catwoman.
Ed è ancora una donna che ama vivere la notte quella che sfila per Saint Laurent: mani nelle tasche di shorts ultra-ridotti e blusa fluttuante da poeta con profondo scollo a V, anche in versione iper-decorata da ricami preziosi. In vari modelli ma sempre mini, gli abiti che vanno dal broccato metallico al pizzo virginale al balloon o guarniti di piume vaporose. Il tutto portato con boot morbidi con il tacco, cuissard in pelliccia o sandali a spillo.

THE SHINING

Sfavillante, luminoso, brillante. Sono tanti i modi per definire qualcosa che luccica, in senso reale o figurato; nel linguaggio della moda si potrebbe dire ‘paillettato’, ‘glitterato’, ‘dorato’, ‘argentato’ in base ai materiali e ai dettagli utilizzati. Sulle passerelle parigine, l’adesione massiccia al ‘club della luccicanza’ ha portato i designer a ricorrere a tutti i materiali possibili, oltre che a toni metallici e colori saturi satinati.
Da Balmain apre Natalia Vodianova con una tuta in vernice nera con bretelle in catena dorata ed è subito abbagliante glamour; i look che seguono sono tutti caratterizzati da iridescenze date da applicazioni gioiello, trame metalliche, glitter, paillette, pelle verniciata per mini-abiti e long dress sinuosi, pantaloni skinny, minigonne, maglie scollate e reti.
Luminosa e ricca di embellishment la collezione di Dries Van Noten, a partire proprio da dettagli preziosi come i gioielli cosparsi sull’organza che doppia gli abiti, i broccati metallici che rivestono persino gli stivali in stile texano, le sete lucide dei foulard applicati a pannelli, le paillette e i glitter su gonne e tubini.
Incontro-scontro di antico e moderno da Louis Vuitton per le marsine settecentesche con e senza maniche in broccato oro e argento, infarcito di ricami preziosi, abbinate a shorts in seta, pantaloni in vinile o in pelle verniciata. Le iridescenze continuano con abiti laminati o bordati da frange con inserti o spalline in lurex e/o tutti paillettati e coinvolgono anche gli accessori: borsette con catene dorate e superfici metalliche.
Esplosione di colori brillanti sulla passerella di Rochas che ospita una collezione couture, fatta di abiti e casacche a trapezio dalle superfici satinate o decorate di vivide stampe floreali, seguiti da top e gonne di gusto orientale in broccato metallico. Opulenti i ricami ma l’effetto resta sontuoso anche sugli abiti più lineari e privi di decorazioni, grazie al raso di seta, liscio e lucente.
Lunare è la femminilità della donna Valentino, che Pierpaolo Piccioli veste con un guardaroba versatile iniettato di elementi sportswear e space age; frequente, quindi, il ricorso a dettagli luminosi su canotte, shorts, pantaloni cargo, anorak e parka e, successivamente, sulle mise più eleganti come i long dress paillettati o con applicazioni floreali preziose.

 

LONDRA  

Londra è culla di creatività, nicchia di sperimentazioni, centro gravitazionale in cui stilisti e designer scardinano e rigenerano i simboli della moda. Gli elementi tradizionali, pezzi d’archivio, memorie, vengono sviscerati, revisionati. Compiono una metamorfosi, si muovono verso gli orizzonti di una contemporaneità fresca, giocosa. Che ci mostra un tempo nuovo. È il tempo delle bambine, vestite di primavera, aeree ed innocenti. Sembrano nate da una poesia, uscite dall’inchiostro di Umberto Saba, così simili ai venti, alle nuvole bianche e “ad altre cose leggere e vaganti”. Sono le bambole di porcellana di Simone Rocha, sognanti, piene di candore. Hanno maniche a sbuffo, girotondi come ricami, abiti gonfi ed ariosi di tulle, pizzo, Sangallo. Sono le figlie immaginarie di Mary Katrantzou, così gioiose ed esuberanti, con i loro impermeabili colorati per le corse sotto la pioggia, gonne che ricordano mongolfiere ed abiti come palloncini. Sono le donne di Emporio Armani, libere, spontanee, dalle camicie impalpabili, dagli abiti fluidi, in tonalità madreperlate ed iridescenti. Bambine adulte, che custodiscono i segreti dell’infanzia, che li portano addosso, li incarnano. A Londra si celebra anche un’atmosfera domestica, le passerelle non sono asettici spazi d’esibizione. Vi è un’idea di casa, di stanze, di camere dalle porte aperte per fare entrare luce, accogliere ospiti. Le donne che sfilano appaiono come moderne casalinghe, inconsueti angeli del focolare. JW Anderson ne intesse una lode, vestendole di materiali naturali, fibre ecosostenibili, effetti rustici. Roland Mouret le rende sensuali e disinvolte, perfette anche quando i bordi sono sfilacciati, a taglio vivo. Antonio Berardi le ritrae come in un’antica fotografia di famiglia: indossano sofisticati abiti patchwork, reminescenza dei gesti di un tempo, di mani che rammendano. È Christopher Kane, infine, a dipingere una donna seducente, maliziosa, che mixa elementi domestici con dettagli provocanti, colletti di pizzo con vernice. E se la moda è un invito a spalancare le porte, le sfilate della capitale sono un viaggio lungo gli orizzonti inglesi. Un’esplorazione che inizia dalla Scozia. Pringle of Scoltand sceglie la natura selvaggia, tra cime e colline, raggiungendo le coste delle Isole Shetland, e dà vita ad abiti con paesaggi stampati oppure ricreati da tessuti sfibrati e fili fluttuanti. Il viaggio con Burberry attraversa le campagne, i villaggi, porta con sé le tradizioni della maglieria, fino a raggiungere la città, mixare stile militare ed eccentricità, attitudine sportiva con un bon ton regale. Il tartan è il grande protagonista e con Tommy Hilfiger si intreccia al grunge. La sua collezione ha il ritmo dello skate sul cemento, è contaminata dal rock. Vi è una nostalgia, uno sguardo rivolto al glamour anni Novanta. I 90’s ispirano anche la collezione di Topshop Unique: le strade di Soho, locali, musica e luci stroboscopiche, giacche metallizzate, stampe pitonate, lucentezza di raso e di zip nei capi più sportivi. Versus Versace non è da meno, creando mix tra la contemporaneità e l’archivio, con stampe di automobili di Miami Beach, abiti in rete, pelle argentata e tessuti effetto plastificato.

MUST HAVE

Capi: cappotti oversize, impermeabili, bomber, biker, marsine, cardigan, felpe con cappuccio, T-shirt maxi, camicie, abiti morbidi, armature, pencil skirt, gonne balloon, sottogonne, grembiuli, baschine, pantaloni a vita alta, a vita bassa, oversize, slim, jeans corti, shorts.

Materiali: cotone, Sangallo, lino, seta, raso, organza, tulle, pizzo, broccato, gabardine, tartan,

Principe di Galles, denim, pelle, shearling, vernice.

Dettagli: decostruzioni, asimmetrie, giochi scultorei, abiti a palloncino, maniche voluminose, a sbuffo, spalle strutturate, scollature a V, colletti e polsini a contrasto, arricciature, plissé, balze, ruche, nastri, corde, lacci, frange, fili fluttuanti, piume di marabù, ricami, stemmi, bottoni gioiello, strass, borchie, paillette, stampe floreali, tropicali, esotiche, giardini orientali, animali marini, immagini naïf, pois, rigature, geometrie, paesaggi, disegni cachemire, western texture, animalier.

Colori: rosa caramella, zucchero, giallo vitaminico, sorbetto, pompelmo, pesca, giada, azalea, corallo, vermiglio, zucca, verde salvia, blu royal, bianco e nero.

 

 

 

 

 

 

 

 

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