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Editoriale

La camicia è l’anima della collezione. Può essere monocolore o stampata, impalpabile, trasparente, oppure maxi, dal taglio maschile. Svasata o ampia, con un fiocco a segnare la vita o con una moderna lavallière sullo scollo. Può essere ironica o delicata: rimane intatta la sua allure, il suo essere un’icona di raffinatezza e semplicità. Quando si trasforma, diviene lungo chemisier, abito in crêpe de chine di seta, con caste abbottonature ton sur ton. Le balze divengono un leitmotiv ricorrente: su gonne ampie e pantaloni lunghissimi che scivolano a terra con spacchi. Variano i tessuti e si rincorrono tra capi in popeline, denim e gabardina di cotone stretch. Le stampe parlano il linguaggio della Pop Art: un ritratto ironico e frizzante di Rossella Jardini, illustrato dall’artista Antonio Pippolini, decora le sete giocando con i colori. Accanto a stelle, cuori, pois e righe che abbracciano luminosi bianchi, rossi intensi, rosa, blu.