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Editoriale

Rick Owens fornisce al proprio pubblico degli impermeabili per proteggersi dai getti altissimi e violenti della fontana del Palais de Tokyo, intorno cui si svolge la sfilata che si presenta come l’ennesima profonda riflessione del visionario designer sulla situazione geo-socio-politica mondiale e in particolare sulle tragiche conseguenze dei cambiamenti climatici. Eppure Owens parla di speranza e le sue creazioni sono come tanti involucri mobili drappeggiati e/o panneggiati intorno al corpo, con protuberanze marsupiali che forse contengono i semi di un futuro possibile. Lunghi o corti, asimmetrici e stratificati, questi abiti-scultura diventano nel finale dei veri e propri imballaggi che Owens ama definire ‘meringhe’ ma che ben rappresentano la potenziale immagine di un profugo climatico in fuga da una Terra ormai invivibile.