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Editoriale

Continua il viaggio a ritroso nel tempo di Raf Simons; se nella scorsa stagione era andato a ripescare eventi della propria adolescenza, rielaborando divise da gang giovanile, in questa nuova collezione si focalizza sul rapporto tra generazioni di una stessa famiglia e in particolare tra nonno e nipote. Ci sono dei cappucci in passerella che nascondono quasi interamente il viso dei modelli; quei cappucci a quadri, ricavati da vecchie camicie, sono un trait d’union intergenerazionale, insieme a quella maglieria tipicamente da nonno, che negli anni si è ridotta e infeltrita creando dei crop top. E anche i completi, con gli shorts al posto dei pantaloni lunghi e i soprabiti, maxi, quasi sformati, con piccoli occhielli disposti in modo da creare dei quadrati, tutto concorre a costruire quel ponte simbolico verso un passato che è ancora presente.