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Editoriale

L’aveva già fatto con la precedente collezione di riprodurre stralci della propria vita sugli abiti a mo’ di collage fotografico. La ‘giovinezza su un piedistallo’ di Raf Simons ritorna in passerella in formato extra-long, con coat e gilet che toccano quasi terra, decorati da scritte e disegni simili a quelli che si ritrovano sui diari degli studenti o nei bagni delle scuole. Gli stessi lunghi soprabiti pieni di slogan li portavano gli studenti più grandi che vessavano le matricole (e lo stesso Simons) ai tempi del college. I riferimenti autobiografici continuano con stretti gilet in maglia con scollo a V da liceale d’altri tempi ma che perdono la perfezione da bravo ragazzo con buchi, rattoppature e inserti a contrasto, abbinati a pantaloni che si allargano in fondo. Si tratta di un vestire unisex che non fa distinzioni di genere, forse perché l’identità sessuale è qualcosa che va definendosi proprio nell’adolescenza.