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Editoriale

La passerella di Raf Simons sembra allestita per una festa, con mazzi di fiori ovunque, vino e cibo a volontà ma il tema della collezione è tutt’altro che allegro e qui sta l’ossimoro visivo. La tragedia della droga e della tossicodipendenza così com’è stata vissuta dalla generazione di Simons, con il libro e il film ‘Christiane F.’ discussi a scuola come parte del programma didattico, ritorna nel lavoro del designer dopo circa 17 anni, dato che la fotografia dell’attrice che interpreta la protagonista drogata ha già fatto parte di una sua collezione. Qui ritorna su maglie e T-shirt, insieme a toppe decorative con le famigerate LSD e XTC a mo’ di tavola periodica sui jeans e la scritta DRUGS su felpe destrutturate. E destrutturata è anche la maglieria, composta da falsi frontali con tanto di maniche che pendono dal collo dei dolcevita, in pendant con gli abiti sartoriali. Forse un effetto straniante causato dalla droga?