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Editoriale

Pettinature settecentesche, neo posticci e corone esagerate, l’uomo Moschino è un motociclista catapultato ai tempi di Re Sole, trash e cartoon quanto basta per essere protagonista di qualche fumetto pop. In tenuta sportiva perfino con la più solenne delle corone, guanti a mezze dita e sneakers robuste, alternate a slippers ricamate, passa da felpe e tute da biker piene di loghi stilizzati come quelli dei campioni di MotoGP a tuxedo con tanto di frac, anche in pelle e short o knickerbocker, tutto in un mix di raffinati broccati, tappezzerie, righe e stampe cartoon. Gioiosa e ostentata, decadente e streetwear, è una collezione che ribalta e prende in giro le categorie del vestire maschile, sposando culture e universi antitetici.