×

Editoriale

Se nella scorsa stagione Marcelo Burlon immaginava la ricostruzione del proprio mondo dopo il passaggio di un tornado, in questa la civiltà viene ri-creata per mano di un gruppo di surfer (molto dark) che approdano sulla costa della Patagonia. Ispirandosi ad un film sul tema, Burlon porta in passerella uno streetwear duro e puro contaminato da richiami californiani e d’altronde non potrebbe essere altrimenti parlando di surf. Bermuda baggy sotto al ginocchio si alternano a pantaloni sportivi, spesso coordinati con i sopra che sono felpe con e senza cappuccio, T-shirt, camicie, bomber decorati da stampe tropicali e pattern grafici, a volte sovrapposti da soprabiti tecnici. Ovviamente i pettorali tatuati sono quasi sempre in vista o si intravvedono attraverso le canotte a rete o gli orli cropped, tutto secondo copione insomma.