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Editoriale

La fonte creativa di Giambattista Valli per questa stagione è l’arte ‘nomade’ di Alighiero Boetti, Francesco Clemente, Alba Primiceri e Gabriella Crespi, che hanno trovato nel viaggio e nelle culture ‘altre’ ispirazione e linfa vitale per le proprie opere. Queste influenze esotiche si combinano alla costante ricerca di Valli per una bellezza romantica, fatta di long dress fluidi, spesso accollati e/o portati con foulard a tono, su cui spiccano dettagli che rimandano ai viaggi di Boetti in Afghanistan o della Crespi in Himalaya o, in generale, che si rifanno alle decorazioni etniche dei Paesi del Medio Oriente. Ci sono abiti doppiati dalla maglia a rete o sovrapposti da top cropped, altri dall’allure rinascimentale con scollo a goccia, altri ancora trasparenti, con preziosi ricami floreali; alcuni hanno pannelli squadrati applicati sul petto che rappresentano per Valli ‘disegni tantrici’, mentre altri sono logati allover con il marchio. Una novità è che Valli apre ai pantaloni, segno che sta allargando la propria prospettiva.