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Editoriale

‘Why Have There Been No Great Women Artists?’; la domanda della storica  Linda Nochlin sulla scarsa rilevanza delle donne nell’establishment dell’arte campeggia sul primo look della sfilata di Maria Grazia Chiuri per Dior, una marinière dentro jeans a vita alta. La Chiuri sta abituando il proprio pubblico ad un approccio femminile e femminista fatto di slogan e di uno stile rivolto alle nuove generazioni, stavolta ispirandosi all’opera di Niki de Saint Phalle, il cui linguaggio artistico colorato e fantasmagorico decora gonne in tulle plissé con l’inconfondibile underwear a vista, T-shirt e pull girocollo, mise luminose a mini-tessere di mosaico nel finale. Si tratta in generale di un guardaroba variegato che mixa pezzi in denim, completi sartoriali con giacca Bar, capi da biker color block, romantiche bluse a pois, minidress glitter, il tutto completato da baschi con retina e boot stringati in rete, un “difficile ma stimolante esercizio tra tradizione e futuro.”