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Editoriale

Giovani donne chic che protestano fuori dal negozio Dior perché all’interno non ci sono abbastanza minigonne; è una fotografia in bianco e nero che Maria Grazia Chiuri ha scovato negli archivi della Maison di cui è direttore creativo, un ricordo delle proteste parigine del ’68 di cui quest’anno cade il cinquantesimo e che è in linea perfetta con la nuova stagione di femminismo che ha coinciso con l’arrivo di Chiuri da Dior. Ecco allora il Maggio francese rivivere in passerella, con look fine anni ’60 come giacche e gonne patchwork, camicie e abiti di pizzo immacolato o crochet, tracolle con ricami e frange, insieme a completi scozzesi che richiamano le divise studentesche, pantaloni e soprabiti in pelle, T-shirt e maglie con slogan e disegni a tema tra cui il simbolo della pace. I capospalla vanno dai trench alle mantelle agli shearling, mentre stivali in pelle nera di varie lunghezze si alternano ad altri patchwork o a biker boot. Cappelli con visiera in suede e occhiali da sole colorati completano i look da rivoluzione.