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Editoriale

Alla sua prima collezione per Chloé, Natacha Ramsay-Levi coglie in pieno lo spirito del marchio che la designer dice di aver individuato ripercorrendo la storia della Maison e gli stili dei suoi predecessori ma contemporaneamente affrancandosene. L’idea degli abiti dipinti viene ad esempio da Lagerfeld ma Ramsay-Levi utilizza il cotone croccante invece della seta e ci dipinge occhi, mani e altri simboli ‘magici’; i cavalli amati da McCartney e Philo sono ricamati su blazer e completi sartoriali in velluto, mentre gli abiti fluidi a micro-stampe floreali con balze, ruche e/o asimmetrie hanno lo stesso tocco leggero di Waight Keller. È uno stile comunque che appare meno sognante e bohémien delle passate collezioni, con pezzi strong come giacche di pelle, pantaloni e gonne pitonati, anfibi e stivali stringati chiusi da fibbie portati anche con le mise più femminili.